Gli effetti del cambiamento climatico producono impatti visibili sulle nostre vite, ma ancora non percepiamo l’urgenza di azioni più radicali. Mentre la mitigazione degli effetti non è più una risposta sufficiente, ci scopriamo incapaci di abbandonare abitudini consolidate e di rinunciare a interessi economici importanti, in nome della tutela di ambienti naturali e paesaggi. La bellezza “ci salverà”, ma noi sappiamo salvare la bellezza della natura e del paesaggio in cui viviamo. Le giovani generazioni ci richiamano alla necessità di un ripensamento collettivo dei nostri modelli di vita e usano l’arte per farlo, ma la tutela del patrimonio materiale sovrasta ogni altro gesto. È possibile avviare un ragionamento collettivo all’interno delle singole comunità che sempre più spesso si muovono in difesa dell’ambiente in cui vivono, superando la logica della contrapposizione e della tutela differenziata?