Progetto
La Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società, o Convenzione di Faro (adottata nel 2005; ratificata dall’Italia con la legge 133/2020), ha vent’anni ormai ed era stata pensata per un mondo che cominciava a mostrare crepe evidenti, rispetto alle monolitiche certezze del XX secolo, e per far sentire forte la sua pluralità di voci. Ha affermato che quelle voci contano e devono essere protagoniste della fruizione e gestione dei beni culturali. Ha chiarito cioè che i beni culturali - oggetti e luoghi - non sono importanti di per sé, ma per i significati e gli usi che le persone attribuiscono loro e per i valori che rappresentano.
Quali comunità?
In questo scenario incerto e in evoluzione continua, l’insistenza della Convenzione di Faro sulle comunità e le società è più necessaria che mai. Ma come metterla in pratica affinché offra indicazioni utili a navigare il presente e a individuare le possibili rotte future?
Quando si parla di beni culturali, la definizione di comunità non è scontata. Vivere vicino a un bene culturale o avere tradizionalmente ereditato un bene culturale dalle generazioni passate non sono elementi sufficienti per comprendere le “comunità di patrimonio” di cui parla Faro. Le società complesse e globali del presente impongono nuove riflessioni teoriche, ma anche nuovi strumenti di valorizzazione e protezione dei beni culturali. Come cittadini del mondo noi viaggiamo, consumiamo cultura, esportiamo e importiamo importanti significati culturali, creiamo nuovi mercati turistici e ci confrontiamo costantemente con mondi nuovi e complessi.
Rischiamo però di scordare che le tradizioni non sono monolitiche e anche in passato si sono trasformate e ibridate costantemente. La migliore fedeltà alla tradizione, quindi, è proprio l’innovazione.
È pertanto necessario e urgente chiedersi cosa sia una “comunità di patrimonio” del XXI secolo e cercare una risposta più fluida rispetto alle solide istanze identitarie e nazionalistiche dei secoli passati. Dobbiamo poi capire quali dinamiche questa comunità debba mettere in atto per il vantaggio e il benessere fisico, culturale, sociale ed economico- di tutti.
E come ripartire davvero dalle comunità per individuare soluzioni sostenibili di cittadinanza attiva e turismo?
NextGen HERITAGE è un’iniziativa dell’Università Ca’ Foscari Venezia, realizzata all’interno del progetto CHANGES, Spoke 9 – CREST (Cultural Resources for Sustainable Tourism)
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Progetto CHANGES – Cultural Heritage Active Innovation for Sustainable Society, cod. progetto PE00000020 – CUP H53C22000850006, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – Missione 4 “Istruzione Ricerca”, Componente 2 “Dalla ricerca all’impresa”, Investimento 1.3 “Creazione di Partenariati estesi alle università, ai centri di ricerca, alle aziende per il finanziamento di progetti di ricerca di base”.
- Data inizio: 01/12/2022
- Data fine: 30/11/2025