Open Science, la scienza aperta a tutti: una grande sfida
Open Science non significa solo più collaborazione nella ricerca, condivisione di risorse e minori costi. Ha anche importanti ricadute sociali
di: Marina Buzzoni, Raissa De Gruttola, Franz Fischer, Paola Peratello, Samuela Simion

Open Science: verso una scienza più aperta e collaborativa

L’Open Science (OS) estende i principi dell’Open Access (OA) alle metodologie e agli strumenti di ricerca, promuovendo la sostenibilità, la trasparenza, la riproducibilità e la collaborazione. Considerare l’OA come elemento chiave del concetto di OS permette di inserire tale pratica in un contesto più ampio in cui ulteriori parole chiave sono: sostenibilità; responsabilità; trasparenza; riproducibilità; equità; collaborazione; partecipazione. I risultati scientifici devono essere FAIR: Findable (rintracciabili), Accessible (accessibili), Interoperable (interoperabili) e Reusable (riutilizzabili).

Sächsische Landesbibliothek – Staats- und Universitätsbibliothek Dresden. Zentralbibliothek (ehem. Universitätsbibliothek). Abteilung Erwerbung, Dienstzimmer di Ahlers, Henrik (Herstellung) (Fotograf) – Deutsche Fotothek, Germany – CC BY-SA. https://www.europeana.eu/item/188/item_3S5Q7PEZ7D2YFDHTGAAFOZEP2XMLYBHP

Si sono occupati di OS diversi documenti, sia a livello nazionale che europeo e globale. L’Unione Europea ha pubblicato nel 2016 il documento The Three Os – Open Innovation, Open Science, Open to the World in cui sono previste cinque azioni a supporto dell’Open Science: 1) creare e promuovere incentivi per l’OS; 2) eliminare le barriere all’OS; 3) promuovere le politiche OA; 4) sviluppare infrastrutture di ricerca per l’OS; 5) OS nella società come motore socioeconomico. Il documento conferma l’importanza dell’OS e dell’OA come fattori di miglioramento sociale ed economico.

La Raccomandazione UNESCO sull’OS del 2021 (41° sessione 9-24 novembre 2021) sottolinea come i due concetti siano di fondamentale importanza per il raggiungimento di diversi obiettivi di sviluppo sostenibile previsti dall’Agenda 2030. In particolare, l’OS viene riconosciuto come strumento chiave per l’accesso all’istruzione, la lotta alla povertà, la garanzia di salute, l’eliminazione delle disuguaglianze e dei conflitti e, nello stesso contesto, viene riconosciuta l’importanza di scienza e tecnologia per rispondere a queste sfide e promuovere lo sviluppo sostenibile, la democrazia e la pace. La Raccomandazione riconosce la necessità dell’accesso equo all’informazione scientifica per facilitare la condivisione di informazioni e dati e migliorare la collaborazione, e rispondere alle emergenze globali come ha fatto sperimentare il COVID-19. Nel documento (p.7) l’Open Science è definita come:

an inclusive construct that combines various movements and practices aiming to make multilingual scientific knowledge openly available, accessible and reusable for everyone, to increase scientific collaborations and sharing of information for the benefits of science and society, and to open the processes of scientific knowledge creation, evaluation and communication to societal actors beyond the traditional scientific community. It comprises all scientific disciplines and aspects of scholarly practices, including basic and applied sciences, natural and social sciences and the humanities, and it builds on the following key pillars: open scientific knowledge, open science infrastructures, science communication, open engagement of societal actors and open dialogue with other knowledge systems.”

Questo incoraggia la libertà accademica e l’eccellenza scientifica per costituire pratiche di riproducibilità e trasparenza, e rendere aperti contenuti, strumenti e processi.

La Raccomandazione insiste inoltre sull’OA come canale privilegiato dell’OS, e sostiene l’apertura non solo dei dati e risultati di ricerca, ma anche delle risorse educative, dei software e hardware di ricerca, e di tutti gli strumenti, i processi e risultati che li riguardano. Le restrizioni all’apertura possono essere previste solo in caso di necessità di proteggere diritti umani, sicurezza nazionale, confidenzialità, diritto alla privacy e rispetto per gli umani oggetto di studio, diritti di proprietà intellettuale, informazioni personali, conoscenza sacra o segreta, specie rare, minacciate o in pericolo. In questi casi, vanno previsti criteri di accesso specifici, o strumenti e protocolli per rendere i dati anonimi o comunque fruibili. In questo modo si otterrebbe una scienza inclusiva, sostenibile ed equa. Le 7 aree di azione proposte dalla Raccomandazione sono

  1. promuovere una comprensione comune della OS, dei benefici e delle sfide associati, nonché di diversi percorsi verso la OS;
  2. sviluppare e rendere possibile un ambiente politico per la OS;
  3. investire in infrastrutture e servizi per la OS;
  4. investire in risorse umane, formazione, istruzione, alfabetizzazione digitale e sviluppo delle capacità per la OS;
  5. promuovere una cultura della OS e allineare gli incentivi per la OS;
  6. promuovere approcci innovativi alla OS ai diversi livelli del processo scientifico;
  7. promuovere la cooperazione internazionale e di più stakeholder nel contesto della OS e al fine di ridurre i divari digitali, tecnologici e di conoscenza.

Il documento prevede anche la rendicontazione e l’aggiornamento da parte dei Paesi membri sull’adozione delle pratiche previste, e favorisce un’azione di monitoraggio da parte dell’UNESCO stessa.

Una struttura architettonica presso Aker Brygge, Oslo (Norvegia) che ricorda l’interconnessione tra i dati e i progetti alla quale si aspire con l’OS. Foto di Giorgio Grani su Unsplash 

In Italia, il già citato Piano Nazionale per la Scienza Aperta (PNSA) 2021-2027 delinea gli stessi concetti e prevede 5 assi di intervento; tra questi, le pubblicazioni scientifiche in OA e le caratteristiche FAIR dei dati della ricerca sono, rispettivamente, al primo e al secondo posto.

Conclusioni

Gli effetti positivi dell’OS non sono visibili esclusivamente in ambito accademico, ma hanno anche una ricaduta sociale potenzialmente molto elevata. Infatti, i dati scientifici accessibili permettono di pervenire a decisioni politiche più informate, oltre che di stimolare l’interesse della società per l’impatto della ricerca scientifica. Rimane ovviamente il nodo dell’uso distorto dei dati (pericolo da cui però non sono esenti neppure i modelli ‘chiusi’, come dimostrano i numerosi casi di spionaggio industriale o politico); tale criticità, tuttavia, dovrebbe essere attenuata proprio dalla maggiore consapevolezza collettiva che l’accesso ai dati garantisce. Insieme all’altro importante ambito dell’Open Access, l’OS sarà trattato all’interno del Tavolo 2 “Liberi Tutti” a partire dal 29 Gennaio 2025 a Venezia in occasione della presentazione del progetto NextGen Heritage.

Il modello OS, infine, promuove la condivisione di risorse e la riduzione dei costi. Le risorse (così come i dati di ricerca, i codici software e le metodologie) vengono riutilizzate e adattate da altri, riducendo il bisogno di ripetere esperimenti costosi.

Riferimenti bibliografici

EU “Three Os”, 2016: https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/SPEECH_15_5243 

FAIR Principles: https://www.go-fair.org/fair-principles/ 

Piano Nazionale per la Scienza Aperta (PNSA) 2021-2027, allegato al Decreto Ministeriale n. 268 del 28 febbraio 2022: https://www.mur.gov.it/sites/default/files/2022-06/Piano_Nazionale_per_la_Scienza_Aperta.pdf

Programma Nazionale per la Ricerca (Delibera 15 dicembre 2020, n. 74): https://ricerca-delibere.programmazioneeconomica.gov.it/media/docs/2020/E200074.pdf 

Recommendation on Open Science, UNESCO, 2021: https://www.unesco.it/wp-content/uploads/2023/11/RECOMMENDATION-ON-OPEN-SCIENCE-2021-Certified.pdf